20 Marzo 1994: il pianto di Giannini, l’orgoglio di essere Romanisti

20 Marzo 1994, una data ben impressa nella memoria dei tifosi romanisti. Allo stadio Zaccheria si gioca Foggia-Roma e alla fine del primo tempo i pugliesi sono avanti 1-0. Negli spogliatoi, informandosi dei risultati che stanno maturando sugli altri campi, la squadra giallorossa capisce di trovarsi in zona retrocessione.

La paura di sprofondare è tanta, sembra una di quelle stagioni con il finale scritto, ma al 74′, come nelle favole più belle, Giuseppe Giannini, suo malgrado “Principe” di una Roma non forte come quella di Falcao, scarica un sinistro da fuori area che prima colpisce il palo e poi s’insacca alle spalle di Mancini.

Gli oltre duemila tifosi giallorossi al seguito esplodono in un possente boato che traduce vocalmente tutta la disperazione accumulata nei minuti precedenti. Giannini corre verso di loro con il viso sconvolto e al tempo stesso stracolmo di orgoglio, viene sommerso dall’abbraccio dei compagni e cade, piange a dirotto, l’incubo del rigore sbagliato nel derby due settimane prima è svanito: ha rialzato la sua Roma.

Da quel giorno in poi la squadra mette insieme quattro vittorie, un pareggio e un’altra vittoria nell’ultima di campionato all’Olimpico contro il Toro, davanti a 71 mila tifosi in festa, risalendo la china e sfiorando la qualificazione alla Coppa Uefa. Questa è la Roma, questo è essere Romanisti.