Roma-Empoli punto di partenza, ma ora bisogna tirare fuori tutto e presto

Roma-Empoli dovrà necessariamente essere un punto di partenza, nella speranza che Claudio nostro riesca a trovare la quadra restituendo sicurezza a una squadra che sembra sì volenterosa ma nel contempo vittima suo malgrado di clamorosi black-out che ne pregiudicano ogni prestazione. Quella vista Lunedì sera è stata una Roma ancora insicura, anzi, sicura di prendere goal in occasione di ogni sortita avversaria. Una Roma che in fase difensiva sembra quasi scioccata, tanto è il nervosismo con cui cerca di sbrogliare la matassa.

Mister Ranieri ha raccolto la patata bollente e con pazienza cercherà di riportarla a una temperatura sostenibile. Il tempo è poco, ma i punti a disposizione sono molti e, come ha già saggiamente affermato il trainer di San Saba, la Champions è lì a due passi. Il problema è che la Roma non può sbagliare un colpo, questo è ciò che rende assai complicata la qualificazione. Ma al tempo stesso, guardando il bicchiere mezzo pieno, Ranieri ha l’opportunità di formare la sua squadra e, se dovesse centrare l’obiettivo, difficilmente gli verrebbe negato l’ultimo tentativo di provare a vincere qualcosa con la maglia che ama, prima di chiudere la carriera.

Mettendoci nei panni del mister e provando a leggere da romanisti le vicende degli ultimi giorni, possiamo immaginare quale sia stato il suo ragionamento, al di là della necessità di vivere giorno per giorno, parametro importantissimo nel sistema di vita di una persona che si avvicina ai 70 anni.

Ranieri ha un conto in sospeso con il passato, così come noi: il volto di Pazzini appare ancora frequentemente nei nostri incubi, figuriamoci nei suoi. E gli crediamo quando dice che neanche il miracolo Leicester lo ha ripagato dello scudetto perso a Roma, perché se nel 2010 avesse portato il tricolore sotto il Colosseo, Ranieri sarebbe diventato una sorta di Giulio Cesare dei nostri tempi, un personaggio che l’Urbe avrebbe reso eterno, come tutti gli altri eroi che hanno reso alla città e alla maglia giallorossa. Romano, Romanista e campione d’Italia: gli manca l’ultimo tassello, quel sogno che abbiamo accarezzato con passione e che ora torniamo a intravedere con il nostro solito, folle, insensato, irresistibile ottimismo. Forza Roma, forza Claudio.